Palio di San Jacopo

Il “Palio di San Jacopo”, ha avuto origine negli anni ’50 quando la gente di Gallicano, forse sotto la spinta di un relativo benessere e di una ritrovata stabilità, volle che la festa religiosa del Santo Patrono fosse anche un’occasione di sano divertimento… e siccome i gallicanesi sono come i toscani, campanilisti; uniti nelle cose grandi ma poi divisi su tutto “Maledetti” come le ha definiti un toscano per loro, …e siccome traggono godimento dalla competizione… divisero “il Campanile” in quattro.
Nacquero così i quattro Rioni che, in rigoroso ordine alfabetico, “Dio ci scampi e liberi“, si denominarono: Bufali, Dinamite, Roccaforte e Strettoia; il quartetto era solito sfidarsi in gare sportive che comprendevano: un torneo estivo di calcetto e le mitiche staffette maschili e femminili corse nel classico “anello” del centro storico che tutti conosciamo, la sera del 24 Luglio dopo che la reliquia del santo era rientrata in chiesa e che la “Luminara” s’era spenta.
Nei primi anni ’70 i Bufali e la Strettoia vuoi come incitamento per i loro atleti vuoi soprattutto come presa in giro degli avversari iniziarono a costruire piccoli carri allegorici con personaggi in costume che precedevano e scortavano le squadre degli staffettisti.
La satira si sa è contagiosa, nessuno vuole rimanere indietro, così nel 1972, la neonata Pro-loco in collaborazione con i Rioni realizzò la prima sfilata di carri allegorici, e la festa prese le caratteristiche che ancora oggi la definiscono.
Nel frattempo il Rione Dinamite aveva cambiato nome e si era chiamato Monticello, poi i Rioni Roccaforte e Strettoia si fusero, date le scarse risorse, in un Rione più grande che si dette il nome di Borgo Antico; i carri e le sfilate inizialmente a tema libero, prendevano spunto da fatti e scene locali ed erano tesi ad ironizzare anche pesantemente sugli avversari.
In seguito, dal tema libero si passò ad un tema uguale per tutti i rioni i quali, accantonando la satira sfrenata delle prime edizioni, difficilmente comprensibile dagli spettatori che numerosi arrivavano a Gallicano dai paesi vicini, svilupparono il tema cercando di dare, nel rispetto della tradizione, uno spettacolo fruibile e gradevole.
Con un impegno sempre crescente da parte del paese e con un lavoro intenso sulla sfilata e sui carri, la manifestazione si è evoluta ed ingrandita, fino alla necessità di costruire una struttura nella quale i tre Rioni potessero lavorare in sicurezza. Nacque così, grazie all’ impegno dell’Amministrazione Comunale, la “Casa dei Carri” dove tuttora ogni Rione opera.
Ogni anno il paese ferve per i preparativi ed ogni contrada sta sviluppando il proprio tema sulla traccia data dalla Proloco.
Buon Lavoro e, come si suol dire, che vinca il migliore!

 

Sito Ufficiale
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