Temi Palio di San Jacopo 2016

Pubblichiamo gli svolgimenti del tema del Palio di San Jacopo 2016 da parte dei 3 rioni.
Il tema assegnato dalla Pro Loco era: “LA FORZA DEL SOLE”

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Il RIONE BORGO ANTICO presenta

“MULTIVERSO”

 

 

Abbiamo eretto templi pronti a salutare la lieve potenza del mattino
e il timido fuoco della sera,
certi di tramandare ai posteri le granitiche forme ed il senso delle certezze umane.
Abbiamo, con timore, abbassato gli occhi al calore della luce
e nell’oscurità provato timori e paure.

Abbiamo rilassato i nostri sensi, rimettendo nell’aldilà il mistero della vita
ed umilmente urlato la nostra fede.
Abbiamo guardato e capito,
scandendo i ritmi del tempo tra luci ed ombre.

Abbiamo seminato, raccolto e rimesso,
nutrendoci stagione dopo stagione, anno dopo anno.
Abbiamo osservato, studiato, compreso e ipotizzato,
sentendoci infinitamente piccoli
ed umilmente urlato la nostra fiducia.

Abbiamo pian piano rinnegato la fede nell’eco delle nostre azioni,
allontanandola dal futuro, certi della forza delle nostre comprensioni;
Abbiamo dato per scontata la vita, quasi fosse un diritto precario
e rimesso il destino del mondo nei cinque sensi umani,
racchiudendolo nelle quattro dimensioni;

Abbiamo raccolto la fede e la conoscenza,
riappropriandoci della nostra missione cosmica,
svelando a noi la forza creatrice,
divenendo padri, madri e figli di un universo.
Siamo parte di un tutto e il tutto è in noi,
allontaniamoci dalle differenze ed avviciniamoci alle similitudini;
non siamo poi così diversi dal sole,
un unico atto generatore,
un’eco ancora pulsante,
una coscienza che si muove all’unisono.
La forza della vita.

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Il RIONE BUFALI presenta

Il più grande spettacolo… dopo il Big Bang.

 

 

All’inizio il nulla.
Dal nulla una scintilla, un boato, un’esplosione maestosa: il Grande Bang.
Milioni e milioni di stelle si ammassano, si attraggono, si allontanano creando galassie che, a loro volta, si
attraggono e si allontanano nell’infinito universo.
Proprio in una di queste galassie, la Via Lattea, vi è una stella grande, luminosa e calda, una stella che più
delle altre fa la differenza:
il SOLE.
Chiamato e raffigurato in modi diversi, osannato da tutte le civiltà, il disco solare è ora una divinità da
venerare, ora una figura mitologica alla quale rivolgersi.
Il Sole, fonte di calore e nutrimento, illumina il buio e riscalda il gelo. E’ metafora di vita e Vita di per sé.
É dalla sua forza che dipende la sopravvivenza di ogni essere sul nostro pianeta, è grazie ai suoi raggi che si
assiste al sempre straordinario spettacolo di una natura che si risveglia.
Il Sole è un simbolo che non esula da richiami a catena: è alba, è oriente, è origine di un giorno nuovo.

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Il RIONE MONTICELLO presenta

LA FORZA DEL SOLE
                                ovvero
“La leggenda della nascita della Garfagnana”

 

Tanti, ma tanti anni fa, un fatto straordinario trasformò il destino di una valle incastonata tra le montagne.
Per una strana beffa della natura il sole non era mai riuscito a oltrepassare le alte vette che la circondavano lasciando da sempre quel lembo di terra nel buio più profondo.
La desolazione e l’abbandono regnavano sovrani fino a quando non successe un fatto straordinario.
Qualcuno parlò di fortuna, altri di un regalo del destino, parecchi danno ancora per certe particolari congiunzioni astrali: allineamenti planetari e connessioni di stelle e galassie che consentirono alla valle di trasformarsi in un vero e proprio paradiso in terra.
Non è dato a noi sapere in che modo questa storia sia arrivata fino a noi. Gli anziani che ora la narrano, in qualche osteria di paese o d’inverno ai nipotini attenti davanti al fuoco di un camino, vivono ancora lì e ogni volta, ne siamo sicuri, aggiungono o tolgono qualche particolare.
Se nascosti dietro elementi di fantasia si celino delle verità a noi non importa molto.
L’unica immutabile traccia resta quel gigantesco buco nella montagna che da sempre accompagna la leggenda e, additato dalla finestra durante i racconti, rende questa storia  incredibilmente verosimile.
E poi diciamocela tutta, agli abitanti della Garfagnana, così si chiama la valle, piace tanto, ma proprio tanto credere che a forgiare il Monte Forato sia stata davvero la forza del sole.

“Metti a posto il tablet e spegni la tv. Questa sera voglio raccontarti una leggenda. Mio nonno l’ha raccontata a me quando avevo più o meno la tua età. Narra le vicende che hanno portato alla nascita della nostra Garfagnana. Una volta qua attorno non c’era un bel niente, solo terre aride e buie infestate da strane creature.
Era il regno della notte. Le montagne, quelle che ci circondano ancora, impedivano ai raggi del sole di illuminare e scaldare questa terra. Come hai imparato a scuola, senza luce non ci poteva essere vita e senza luce c’era anche freddo, tremendamente freddo.
Un giorno capitò per caso che un uomo passasse da questa terra con il suo carro trainato da due affaticati buoi. D’un tratto fu sopraffatto da una furiosa tempesta. Trovò rifugio nel tronco di un grande albero che giaceva isolato in mezzo ad una raduna. L’uomo abbandonò fuori il carro con i buoi. Al calar della notte, mentre la natura dava il peggio di se scatenandosi nelle sue più bizzarre esternazioni, l’uomo si addormentò. In sogno gli apparve un vecchio stanco e infreddolito che, facendo capolino nel buco del tronco, gli chiese di prestargli il carro con i buoi per continuare il suo lungo viaggio. L’uomo non ci pensò un attimo e, con generosità e umanità, consegnò tutto quello che aveva al vecchio tornando a dormire nel suo giaciglio.
All’alba uscì dal tronco e osservando le montagne attorno vide che una maestosa carrozza trainata da due splendidi cavalli stava oltrepassando un grande foro che la stessa aveva aperto in una della vette. Dall’interno della carrozza una luce sfolgorante illuminava e scaldava finalmente la valle. L’uomo cercò con lo sguardo il carro e i buoi e non vedendoli capì subito che dentro la carrozza c’era il sole che, tramutato in vecchio, lo aveva messo alla prova quella notte.
Senza più i buoi, trasformati in cavalli, e senza il carro, diventato carrozza, l’uomo fu comunque felice di fermarsi in questa terra che da quel momento divenne rigogliosa e florida grazie alla forza del sole”.